La triste vicenda eccetera seconda parte

La triste vicenda eccetera seconda parte

Non ho intenzione di tediare altresì con la faccenda ma preferisco finire le cose che comincio, dunque raccontiamola per sommi capi.
La bestiola si è rivelata normale sotto tutti i punti di vista, se vogliamo essere sinceri.

Un cane è un cane, ovvero un animale che ha atteggiamenti, comportamenti, pregi e difetti tipici della sua specie. L’umano pure. Il signore che è stato morsicato a sangue dal cane di cui sopra ha semplicemente ignorato le più elementari regole di sopravvivenza e ne ha pagato le conseguenze. Povero nonno, mi vien da aggiungere.

Il cane dal nome impronunciabile lo ha detestato profondamente sin dalle sue prime apparizioni. A dire la verità ‘sto animale decide con una certa veemenza chi gli piace e chi vorrebbe simpaticamente mangiare e se fai parte della seconda categoria sta pur tranquillo che ti odierà cordialmente per sempre. La persona oggetto della sua ringhiosa acredine lo ha dal principio insultato, con il risultato che il cane abbaiava, lui urlava e si lasciavano uno di qua e l’altro di là dal cancello che (per fortuna) li divideva con promesse di reciproche violenze di natura fisica e conseguenze dolorose.

A un certo bel momento l’umano ha deciso di tra virgolette fare pace. Di sua sponte e senza alcun preavviso ha affrontato il mostro. Noialtri abitanti di questa pregevole abitazione con tanto di orto e giardino nel vederlo così determinato l’abbiamo preventivamente messo davanti alle prospettive non tanto felici di possibile aggressione. Ma lui no, testardo. Gli abbiamo messo in tasca allora un notevole equipaggiamento di biscottini perché il canide in quanto a mangiare si difende ottimamente. Quindi, quando l’umano ha invaso il territorio canino ho pensato bene che era meglio mettergli il guinzaglio e fargli fare il cane cagante per un po’, giusto per ritardare il fatidico incontro.

Poi le cose sono precipitate. Io sono andata al mio scrittoio nonché postazione di lavoro, l’umano mio consorte era occupato a fare nonsocché in cortile e l’umano in serio pericolo ha preso l’iniziativa. Il cane anche. Ho disinfettato e fasciato, meditando su possibili conseguenze terribili, attacchi di rabbia, vaccinazioni, abbattimenti, arresti e fedine penali segnate per sempre.

Stronzi tutti e due. Anzi, stronzi tutti e quattro, perché certe cose sono da prevedere e prevenire. Nonno morsicato, cane punito, proprietari avviliti. Tutto molto triste.

Non mi dilungo sulla questione veterinaria, pronto soccorsifera e sulle discussioni che hanno fatto per un certo periodo, ovvero un tot di ore, vacillare l’armonia di quello che posso definire un matrimonio ottimamente riuscito. Le cose poi, da lontano, appaiono sempre meno gravi di quel che vivi sul momento. Il graffio era lieve, l’umano ha imparato che non si fa pace da un lato solo della barricata, i proprietari (mi rifiuto categoricamente di definirmi genitore o affidatario o che ne so) si sono presi un bello spavento e tutti vissero grossomodo felici e contenti.

Picola postilla. Il giorno in cui ci misero in mano un pezzo di carta che diceva e mò son cazzi vostri, pigliatevi ‘sta bestia e fate conto che vi controlliamo ogni due per tre, comparve una misteriosa scheda. C’era un foglio con su scritto in rosso INAVVICINABILE.  Passò velocemente sulla scrivania, chiedemmo informazioni, ci fu detto che si, in effetti, beh, sapete, voi adesso lo vedete così ma quando l’abbiamo preso non si lasciava toccare, ecco era difficile, mordace insomma. Insomma se lo sapevo prima mica lo prendevo, abbiamo pensato in perfetta sincronia coniugale. Ma ormai, cosa vuoi, d’altra parte. Eccetera.

Mi vorrei soffermare invece sulla pletora di figure che spiccano in questo panorama di gente fuori di testa che quando potrebbe godersi la vita in santa pace perché i figli li ha ormai grandi e fuori casa si assoggetta a questo andazzo che ci vede collegati tramite cordone ombelicale a dei puzzolenti quadrupedi pelosi, caganti, abbaianti, adoranti.

Le figure sono

a)noialtri stronzi che ci innamoriamo di un animale (cane gatto furetto coniglio o robe che vanno improvvisamente e assurdamente di moda) e lo portiamo a casa, salvo poi accorgersi che siamo entrati in un tunnel che difficilmente ci restituirà la precedente serenità.

b)l’educatrice canina (giuro che esiste e che, dannazione, il canile ti rifila) che ti tampina, ti cura, ti telefona e ti messaggia ogni due ore per sapere se il cane sta bene quando tutto sommato non crea grossi casini; te pensa come diventa il giorno in cui scopre che il soggetto incriminato ha fatto danni. Tu immagina di essere sotto costante osservazione.

c)l’esperto che sa, sa, sa tutto e tu, tu, tu sbagli tutto. Gli dai da mangiare in modo sbagliato, lo porti a cagare nei luoghi sbagliati, lo fai giocare e invece deve dormire lo fai dormire e invece deve socializzare. L’esperto è un misto tra medico, psicologo, addestratore, istruttore ma soprattutto è un grandissimo rompicoglioni. Spesso si nasconde sotto le spoglie del punto b. Se poi il punto b ti conosce anche fuori dall’ambiente canino sei fottuto/a. Non puoi abbattere il cane e ti dispiacerebbe moltissimo, ma il pensiero di mettere in quarantena il punto b ti sfiora spesso.

d)le persone che amano i cani. Tu sei lì che mangi la tua granita e il tuo cane è accoccolato sotto al tavolo del bar. Non sei rilassatissima, potrebbe incrociare lo sguardo di un altro peloso e improvvisamente decidere che la sua missione quel giorno è farne polpette. Arriva la persona che ama i cani e comincia a fargli i versi. E le carezzine e ma guarda che carino che dolce che amore. Ho tirato su numero tre figli, una nipote, una figliastra e numerosi altri neonati mi sono stati in braccio ma mai ho visto la gente sdilinquirsi per un altro essere vivente come -in questa fase storica assurda- fanno quelli che amano i cani con i cani, specialmente quelli degli altri.

e)le persone che odiano i cani. Sono diffidenti e fanno bene. Sono incazzati perché cagano e sporcano e fanno super bene. Sono esasperati per le lunghissime sessioni di abbaiaggio che subiscono ogni notte, in particolare se fa caldo e tieni le finestre aperte, e fanno super stra bene. Ma onestamente non devono prendersela con le bestie e anche se corro il rischio di essere banale va odiato e profondamente il proprietario che, nove volte su nove, è un ignorante di prim’ordine.

f)le persone che portano in giro il cane e ti chiedono di passare da un’altra parte. Giuro, esistono. Tu passi con il tuo quadrupede cagante e incroci, all’angolo di un isolato dove altri umani stanchi si fanno portare in giro da altri quadrupedi caganti, una signora magrissima che fuma, telefona e contemporaneamente tiene due vitelli con la mano libera (ha tre mani); ti vede arrivare, le si alza il pelo sulla groppa e ti fa no dai no, dai passa da un’altra parte che io se tirano cado. Mediti numerose e colorite espressioni che purtroppo non puoi recitare ad altra voce e trascini via il tuo stavolta bravo cane verso altri angoli di altri isolati. E trovi una signora al cancello, stavolta grassa e senza sigaretta, allarmatissima che ti fa senta non le dispiace tornare indietro? No perché vede (e indica l’orizzonte) mi è scappata la cagnolina di là e potrebbe essere aggressiva. Sa sto tentando di farla tornare indietro abbia pazienza scusi scusissimi.

E qua va detta l’amara verità che ho scoperto DOPO. Non è vero che un cane ti aiuta a socializzare. Ogni incontro con altro soggetto idiotamente dotato di bestia è un’incognita che potrebbe sfociare in dramma. Ogni avvicinamento è motivo di tensione. Un giorno mi sono accorta di camminare in una zona molto aperta, con case basse strade larghe e tanto spazio per vedere. Vedere altre sei sette persone, ciascuna lungo la propria traiettoria, ciascuna con il suo cane, tutte accomunate dalla paura di incrociarci.
Povera illusa che non ero altro.

Insomma, non c’entro niente con gli animalisti, non amo alla follia il mio cane, non nutro particolari simpatie per questa moda di avere bestie trattate come umani e trovo assurdo  paragonare la vita, il cervello, le necessità di un gatto o di un porcellino d’India con quelle di un figlio, tanto per dire. Vogliamo bene a (nome impronunciabile) ma fammi capire, come disse il nonno Giovanni (celebre per le sue frasi lapidarie) ‘a l’è un can. E bon. Abbiamo cura di lui, l’abbiamo portato in viaggio e l’abbiamo fatto giocare e avvicinare ad altri cani, peccarità gli diamo le crocchette e l’acqua, c’è il suo posto per farlo dormire e lo si porta a fare due corse in campagna tutti i giorni. Ma l’è un can, sottolineo.

E concludo con un giro nell’ennesimo negozio per cani ricchi, un emporio che brulica di oggettistica costosissima di cui non conoscevo l’inutilità e mi ha fatto molto riflettere, sinceramente. A parte i guinzagli da novanta euro (io vado al mercato e compro roba usata da un euro ma non c’entra, lo capisco, sono un caso limite), c’erano i cibi speciali per cani intolleranti. Ora, chiunque abbia portato in giro la sua bestia pelosa puzzolente si sarà accorto che il cane mangia di tutto, apprezza di tutto ma va letteralmente pazzo  se ingurgita roba sporca, contaminata, schifida e putrida. Più fa schifo più gli piace e non fai in tempo a tirarlo via perché ha già spazzolato con cura, lappato fino all’ultimo granello il vomito schizzato sull’asfalto. L’esistenza di cibi speciali per cani intolleranti mi ha fatto capire che l’umanità non ha grandi possibilità di salvezza. Peccato.

 

Annunci

4 pensieri su “La triste vicenda eccetera seconda parte

  1. Nella tua forma migliore. Sottoscrivo tutto pur avendo 2 gatte , e pur essendo totalmente rincoglionita per una delle due.

  2. Il problema è che tu ti sei, sfigatamente, accollata un quadrupede che avrebbe potuto tranquillamente chiamarsi Cerbero.
    Altrimenti anche tu saresti lì a sdilinguirsi come tutti i proprietari di cani che popolano ‘sto pianeta.
    Fidati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...